La nascita delle zeppe: una storia inaspettata che ha radici durante il fascismo

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La storia delle zeppe ha radici antichissime che precedono ogni legge della moda: erano utilizzate dagli egizi per evitare lo sporco dei pavimenti, ebbero poi fortuna anche con i greci, gli etruschi e nella cultura giapponese. Ma dove e quando nascono le moderne e fortunatissime zeppe che, soprattutto in estate, amiamo indossare come comoda alternativa al tacco? Per rispondere a questa domanda dobbiamo fare un grandissimo salto temporale e ritrovarci negli anni ’30 del 900 in Italia, precisamente a Firenze, nel laboratorio di un già famoso e amato Salvatore Ferragamo. Non tutti sanno che l’interesse dello stilista per questo tipo di calzatura nasceva più che altro da una motivazione pratica: siamo nel 1937, e con la guerra in Etiopia cominciata due anni prima, Mussolini aveva fatto imporre all’Italia un rigido embargo che fece scarseggiare i materiali necessari per produrre calzature. Il designer ebbe così un lampo di genio, utilizzando come sostegno per le sue scarpe dei turaccioli di sughero, leggeri ma solidi, che ricoprì poi di cuoio. L’idea fu talmente buona che nel 1938 egli depositò con questa calzatura il primo brevetto nella storia della moda. Furono subito un grande successo. Le prime ad utilizzarle furono: l’attrice Judy Garland, per la quale nacquero le Rainbow: zeppe in camoscio multicolore. Meravigliose quelle realizzate per la principessa Maharani Indira Devi di Cooch Behar: rivestite in velluto e incastonate di pietre preziose. Infine, per la cantante Carmen Mirana rivestì la suola di tesserino di vetro dorato.
Una storia davvero interessante, non credete?

Le zeppe cult di Salvatore Ferragamo

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