Scarpe e femminismo: il caso Nicola Thorp

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ballerine_femminismoLe scarpe possono avere molti significati e noi siamo soliti parlare di quelli legati all’estetica, alla moda, alla femminilità, ma ogni tanto è bene ricordare che esse – come l’abbigliamento in generale – possono anche farsi carico anche di un significato sociale.
La vicenda a cui ci riferiamo risale a un paio di mesi fa e fece il giro dei social. Impossibile non ricordarla. Lei si chiama Nicola Thorp, ha ventisette anni e fu licenziata perché si era rifiutata di indossare scarpe con il tacco durante il suo turno come receptionist.
In due mesi il popolo dei social l’ha sostenuta e ha raccolto oltre 150 mila firme, obbligando il governo britannico a indire un dibattito in Parlamento per ridiscutere la normativa sui dress code al lavoro. E le sue ballerine nere, indossate quel primo giorno di lavoro e miccia della vicenda, vengono oggi donate da Nicola all’Hackney Museum di Londra, per una mostra sull’attivismo femminista, diventate ormai emblema della battaglia contro i comportamenti sessisti.
E la nostra redazione si schiera dalla parte di Nicola, perché è vero che adoriamo i tacchi, ma non quanto la libertà.

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