Fanga: l’artigianato incontra la tradizione

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Sono giovanissimi, di 25 e 24 anni, Lorenzo Fusina e Bruno Riffeser Monti, i due imprenditori bolognesi che un anno e mezzo fa hanno fondato il marchio di calzature da uomo Fanga, parola antica che nel loro dialetto significa “scarpa”.

Un modo per loro per ricercare le radici, per tornare alla tradizione con uno sguardo al futuro, sviluppando un lusso fatto di storie di vita e di emozioni, che oltre agli occhi piaccia all’anima. Queste creazioni saranno mostrate tra pochi giorni alla 90a edizione del Pitti Uomo, nella sezione Pop Up Stores, nata sei anni fa e fondamentale, come afferma il vice direttore generale di Pitti Immagine Agostino Poletto, per dare nuovi input al retail e per esplorare il lifestyle contemporaneo.

«Siamo emozionati ma soprattutto onorati di poter partecipare a una manifestazione tanto importante e internazionale – spiega Bruno Riffeser Monti – e poi in una edizione così prestigiosa con nomi in calendario come Karl Lagerfeld e Raf Simons. Onorati e orgogliosi, perché Pitti Immagine crede nei nuovi talenti, crede nei progetti seri che hanno sì bisogno di maturare per affermarsi, ma vogliono come noi confrontarsi sul mercato. Crediamo che un brand si costruisca con le persone, con il dialogo. In questi mesi abbiamo fatto un lungo viaggio nella nostra Italia, da Padova a Napoli, a caccia dei veri Maestri artigiani, per riscoprire tecniche perdute e quelle mani d’artista che sono la ricchezza di ogni artigiano. Per realizzare un paio di Fanga ci vogliono 5 settimane, si acquistano su ordinazione, e ogni scarpa racconta una storia». Una storia tutta italiana: «Amiamo le cose belle e fatte bene e la nostra è una sfida orgogliosa, prima di tutto perché siamo italiani» raccontano i due ragazzi. «Per noi il ritorno al pezzo unico è la sfida del momento nel mondo della calzatura per questo torniamo a dare valore alle persone e all’arte di noi italiani. Una filosofia e un insegnamento che abbiamo attinto dall’educazione avuta nelle nostre famiglie».

 

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