I piedi e l’immaginario erotico: sesso e tacchi a spillo

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scarpeI piedi delle donne sono da sempre, storicamente, oggetto di una venerazione quasi malsana da parte di molti uomini. Per inquadrare l’entità della vicenda basti pensare che il termine “feticismo” per tanti è associato, anzitutto, ai piedi e solo poi al concetto di “feticcio”, da cui realmente deriva. La parola “feticcio” deriva dal portoghese feitiço, che a sua volta rimanda al latino “factitius”, vocabolo che sta ad indicare un manufatto artificiale. I feticci sono, storicamente, reliquie religiose che si pensa possano avere proprietà magiche. Adorare un feticcio, fare affidamento su di esso, significa attribuirgli una carica magica che va oltre l’oggetto materiale in sé. Pensandoci bene accade qualcosa di simile anche per quanto riguarda l’adorazione maniacale del piede femminile da parte dell’uomo, che cade vittima della carica erotica che è propria del feticcio-piede e che lo rende oggetto di eccitazione pur non essendo il piede fisicamente adibito né rimandabile alla sfera sessuale. In questo caso è corretto usare il temine “sessuale” e non “erotico”, perché il piede, pur non essendo conformato per essere coinvolto nell’atto in sé né in succedanei di esso, si presta benissimo, invece, ad essere oggetto di un’eccitazione e di un’attrazione tutta erotica, che riguarda il sesso che si fa con la testa prima che col corpo.

L’ingresso del termine “feticismo” nell’ambito sessuale si deve a Binet, psicologo d’oltralpe che usava l’espressione in questione per indicare l’attrazione sessuale per una specifica parte anatomica o per un oggetto. Secondo lo psicologo del XIX secolo qualunque cosa può diventare un feticcio; è legittimo chiedersi, a questo punto, perché questo termine, estendibile all’universo materiale e corporeo tutto, continui a fermarsi, sul piano dell’associazione mentale, sui piedi delle donne. Probabilmente la carica erotica che il piede possiede per molti uomini è da ricondurre al fatto che il piede è simbolo di un concetto estremamente negativo: la schiavitù. Lo schiavo ha, anche a livello di immaginazione, il piede incatenato a una palla che lo rende vincolato al proprio padrone. Questo fa sì che si faccia avanti, automaticamente e immediatamente, il lato oscuro della medaglia del feticismo inteso in questo senso: il piede è erotico perché lo si associa al dominio dell’uomo sulla donna. Ecco che, a questo punto, arriva una seconda domanda: la relazione fra il piede e l’universo erotico può essere reinterpretata in modo da far sì che non sia questo aspetto ad attrarre l’uomo verso il piede della donna? Assolutamente sì: le scarpe, a tal proposito, ci vengono incontro.

scarpe magazine spilloSecondo Freud, in una certa misura, il feticismo è parte della sessualità di ognuno e degenera nella perversione nel momento in cui il feticcio diventa
l’unica fonte d’eccitazione del soggetto. In casi simili, naturalmente, parliamo di problematiche che andrebbero affrontate con l’aiuto di uno specialista, ma l’informazione che ci viene data dal padre della psicanalisi è importante: tutti siamo, almeno un po’, dei feticisti. La scarpa ci torna utile per trasformare quello che potremmo chiamare “feticismo negativo”, ovvero quello legato alla schiavitù, in un feticismo che potremmo definire “positivo”, ovvero quello legato alla sessualità all’interno della quale uomo e donna sono pari. Grazie all’uso delle scarpe giuste il piede della donna può diventare un antipasto piacevole, una tappa erotica sulla strada che porta alla vera mèta del sesso. Il piede della donna esprime inequivocabilmente la sua femminilità. Generalmente più piccolo di quello maschile, il piede femminile si trova precisamente sulla strada che conduce al punto focale del sesso. Si tratta, a ben vedere, della porta d’ingresso di quel lungo percorso che l’uomo deve compiere sulle gambe per traguardare il punto focale d’ogni erotismo possibile. Il piede di una donna è la prima cosa, dunque, che deve ribadire la sua femminilità, ma che, al contempo, deve essere fermo nel determinare che femminilità e inferiorità fanno rima ma non vanno a braccetto. Come fare? Scarpe! Scarpe col tacco! Stanno lì, in fondo alle gambe, alla fine del corpo nudo e servono ad aprire la strada, a fare da biglietto da visita, a gridare: “Sono una donna e con queste scarpe ti seduco, ma se voglio ti schiaccio”. Fare sesso con i tacchi a spillo per definire il proprio ruolo erotico, dunque?! Il “perché sì” l’abbiamo spiegato finora; il “perché no” è palese: perché se a un uomo viene chiesto come immagini la propria donna a letto non vi risponderà di certo che gli piace che indossi scarpe da ginnastica.

V.C.

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