Let’s Imagine: BRAD PITT e ALEXANDER MCQUEEN

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-pitt_ScarpeMagazineCon il trascorrere degli anni ha acquistato lo sguardo maturo ed i segni espressivi sul volto hanno evidenziato i lati più reconditi del suo essere, malinconico, triste, solitario.

Eppure Brad Pitt, capelli biondi, barba incolta oppure perfettamente rasata, a seconda del look impersonato nelle vari stagioni del suo percorso professionale, appariva come il giovane attore americano che dalla vita non avrebbe dovuto che chiedere e tutto gli sarebbe stato donato, a piene mani: bellezza, fama, fascino, ricchezza. Al suo fianco si sono alternate donne belle e famose, da Gwyneth Paltrow alla ex-moglie Jennifer Aniston, approdando al matrimonio con Angelina Jolie, con cui ha attraversato gioie e difficoltà, come succede ad ogni famiglia, credendo fermamente che le esperienze che ti segnano negativamente e profondamente la vita servano a forgiare le meravigliose esperienze successive.

Espressioni intense e poche parole sono le componenti vincenti di ogni intervista dell’attore, appassionato di architettura e di motociclismo, noto fan del nostro “The Doctor”,Valentino Rossi. Lupo solitario dal grande cuore però: ha donato denaro, molto denaro in favore di chi si è trovato in zone del mondo colpite da eventi naturali catastrofici, di chi è nato in zone del mondo in guerra e, già nei primi anni di vita, ha dovuto sopportare il peso di trovarsi solo al mondo. Adesso Brad Pitt si confronta con il ruolo di padre, di marito e attore più maturo, mostrando i lati ruvidi di un ancora “giovane anticonformista” e lati smussati di un uomo che ha vissuto in prima persona vicende che lasciano solchi da riempire con affetti e certezze. La stessa magica dualità riproposta da Alexander McQueen in questo paio di boot bi-materiale in vitello spazzolato e suede. L’animo sportivo del modello è espresso attraverso l’utilizzo della pelle scamosciata, ruvida ma non troppo, che copre il gambale e sembra allungarsi sull’intera struttura, avviluppando il piede a protezione. Così non è, perché il vitello è adottato proprio per donare l’effetto formale, coprendo la punta e procedendo sino alla caviglia lungo il collo del piede, sino a dipanarsi in una triplice chiusura a strappo con fibbia. La parte posteriore copre, quasi a formare una ghetta, metà del gambale. La punta è piuttosto arrotondata permettendo un’agile calzata in pianta e donando al tempo stesso un carattere raffinato all’insieme. Un modello di “bello e dannato 2.0” quello di di McQueen triplice monk strap boot!

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