Benoit Paire: meglio le scarpe rotte se sono “vincenti”

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Durante la semifinale dell’ATP di Tokyo, Benoit Paire, tennista francese che occupa il il 25° posto nel ranking mondiale, ha dovuto interrompere momentaneamente il match contro il giapponese Kei Nishikori, perché le sue scarpe si stavano rompendo.

Il tennista, però, non le ha cambiate, ma ha preferito sistemarle in modo rudimentale con il nastro adesivo. Dopo aver terminato l’opera, ha ripreso a giocare, battendo il rivale. Benoit ha poi dichiarato che era consapevole del cattivo stato delle sue scarpe e, per questo, si era allenato indossando un paio di scarpe prestategli da Marcos Baghdatis, ma non si era trovato a suo agio.

A quel punto aveva pensato di comprare delle scarpe nuove, ma ha poi cambiato idea. “Sono molto legato a queste scarpe” – ha detto il tennista – “Ho vinto un sacco di match con queste e le userò anche in finale. L’uso del nastro adesivo è stato efficace e spero che lo sia anche in finale, perché queste scarpe mi danno fiducia. Vedremo se resisteranno oppure no”.

Purtroppo per lui, anche se la riparazione alle scarpe ha tenuto bene, il francese è uscito sconfitto dalla finale contro Stan Wawrinka.

Ma perché non ha comprato delle scarpe nuove? Un peccato di avarizia? Non crediamo proprio: un tennista del suo calibro può permettersi molto più di un paio di scarpe nuovo. Il motivo è sicuramente da ricercare in un legame tra le scarpe e qualche episodio significativo della sua vita, fenomeno che, come abbiamo visto in un altro articolo, è molto frequente, o di superstizione, per cui cambiare scarpe nel corso del torneo, dev’essergli sembrato un gesto negativo.

Voi cosa ne pensate?

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