Il museo in cui si può camminare nelle scarpe degli altri

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C’è un celebre proverbio pellerossa che recita così: “prima di giudicare un uomo, cammina per tre lune nelle sue scarpe”. L’idea che per capire veramente cosa provi qualcuno bisogna mettersi nei suoi panni e indossare le sue calzature è sempre stata una bella metafora, che coglie bene il senso profondo e la leggerezza con la quale spesso si punta il dito contro gli altri senza aver compreso a fondo la loro condizione.

Chi pensava che una simile idea sarebbe rimasta sempre e solo un modo di dire si sbagliava di grosso. Nasce a Londra il “Museo dell’Empatia”. All’interno di tale museo, il cui nome è già un programma, sarà possibile indossare scarpe appartenute a profughi, barboni, vagabondi, ma anche scarpe che sono state a lungo ai piedi di banchieri e persone socialmente inserite. In tutti i casi, sarà possibile tenere addosso le calzature di altri per un po’ e camminarci dentro. Sembra un gioco? Non lo è nemmeno un po’. Provate a immaginare cosa significhi muovere qualche passo dopo aver allacciato ai propri piedi le scarpe di un uomo morto in un campo di concentramento, o quelle di un grande dittatore. Se usiamo metafore per dare un senso a ciò che viviamo, forse è perché ne abbiamo bisogno.

 

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