La controversa scelta di Gucci

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Questo autunno, la maison Gucci, sotto la guida del nuovo direttore creativo Alessandro Michele, presenterà delle calzature che segneranno un momento importante della sua storia, delle scarpe non tanto interessanti per il loro aspetto quanto per il materiale utilizzato: stiamo parlando di mocassini maschili, tacchi e zoccoli femminili che presentano l’interno e dei particolari in pelliccia di canguro.

È facile immaginare come gli animalisti possano criticare e opporsi immediatamente a questa scelta, ma un portavoce di Kering, la multinazionale maggiore azionista del brand Gucci, dichiara che l’operazione è assolutamente eco-sostenibile. Ciò che fa la differenza infatti, si evince dalle parole della portavoce, è che questa pelliccia viene ottenuta tramite caccia e non tramite allevamento. Mentre gli animali di allevamento suscitano spesso scandali per le condizioni in cui vengono fatti vivere, nel caso di animali selvatici si tratta di caccia, la quale avrebbe tutt’altre basi etiche, valutabili volta per volta a seconda, ad esempio, del rischio di estinzione di una specie animale. Nel caso specifico, in Australia, gli agricoltori lamentano che i canguri distruggono i raccolti e le recinzioni e gli ambientalisti sono preoccupati che possano minacciare la biodiversità, e quindi una caccia controllata di questo animale appare ambientalmente sostenibile. È esattamente lo stesso ragionamento dei vegetariani che fanno tale scelta non per un’opposizione assoluta al fatto che gli uomini debbano mangiare carne animale, ma in opposizione agli attuali metodi industriali di allevamento, spesso crudeli nei confronti degli animali. D’altronde, chi è in assoluto contrario all’uccisione di animali per uso umano non può essere soddisfatto da questa spiegazione, che invece può ben essere valida per tutti gli animalisti che focalizzano il loro attivismo sull’esistenza di allevamenti di animali da pelliccia.

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