Breve storia delle décolléte

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Ever green della moda, le décolleté sono oggi conosciute come scarpe femminili. Ma nel XVI secolo non era così, quando erano parte dell’uniforme dei soldati di fanteria. Cominciarono a essere indossate dalle donne solo a metà del XVIII secolo, quando il gentil sesso cominciò a mettere la versione senza tacco diffusa tra i damerini. Si trattava di un’ottima alternativa alla scomodità di pantofole e stivaletti allacciati. Quando, alla fine del ‘700, venne inventato il cuoio verniciato, donne e uomini sia in Europa che in America cominciarono a indossare le décolleté tantissimo, soprattutto per ballare. A mano a mano, così, queste calzature si affermarono come scarpe prettamente femminili, acquisendo tacchi, fiocchi e fibbie, fino a quando diventarono verso la fine dell’800 uno dei modelli classici da donna. Durante gli anni ’30 del secolo scorso, tra jazz e proibizionismo, le décolleté furono caratterizzate da tacchi sfrenati, poi negli anni ’50 dallo stiletto. Provocatoriamente, così, Chanel e Raymond Massaro lanciarono sul mercato una décolleté col tacco basso, lanciando una tendenza che avrebbe avuto il suo picco negli anni ’80 e ’90, quando, con l’incremento delle donne lavoratrici, stilisti come Ferragamo e Vivier soddisfarono il bisogno una scarpa elegante ma comoda.

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