Il sandalo. La scarpa più erotica fin dagli antichi Egizi

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Ricca matrona romana, da un dipinto di Pavel Svedomskiy
Ricca matrona romana, da un dipinto di Pavel Svedomskiy
Sandali degli Egizi. Foto da arabpress.eu
Sandali degli Egizi. Foto da arabpress.eu

Sembrerà paradossale, ma il sandalo, così come fu probabilmente la prima calzatura inventata dall’uomo come naturale sostituzione delle primitive fasciature, fu anche quella che cadde in disuso per quasi un millennio dopo il medioevo, per poi essere riscoperta in tempi recentissimi.

Non si può affermare con certezza quando l’uomo primitivo abbia iniziato a indossare le prime scarpe, tuttavia sappiamo che tutte le civiltà antiche hanno avuto il loro sandalo.

Nel 3500 a.C. gli antichi Egizi si ingegnarono in maniera davvero brillante per costruire il loro sandalo. Ne producevano infatti la suola con del papiro intrecciato a partire dall’impronta del piede che lasciavano sulla sabbia bagnata; a essa applicavano poi dei legacci in pelle.

Artemide, forse in una copia romana
Dettaglio di una statua di Artemide, forse in copia romana.

Nell’antica Grecia il sándalon era la calzatura usuale per le donne, ed era spesso formato da una suola e una striscia di cuoio che copriva le dita. Era l’evoluzione del pedîlon, costituito da un plantare di cuoio legato al piede con delle fasce che arrivavano sino al collo del piede.

Presso i Romani, invece, tenuti insieme da striscioline di cuoio che passavano tra le dita, i sandali erano le calzature che tanto gli uomini quanto le donne mettevano in casa, al contrario dei calcei che mettevano per uscire.

Ben più preziosi erano, naturalmente, i sandali delle imperatrici romane, degni dei maggiori nomi
della moderna alta moda: suola in oro fuso e cinturini tempestati di pietre rare.

In Persia e in India erano diffuse le infradito, ma i sandali vennero usati anche in Giappone, Africa, Spagna e, nonostante il freddo, nell’attuale Inghilterra.

Ormai i materiali utilizzati erano vari, andando dal feltro alla corda, e nel medioevo i sandali di legno divennero simbolo di povertà, tanto che i monaci li mettevano come segno di rifiuto della ricchezza mondana.

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Quadro forse di Louis-Léopold Boilly, 1797 ca.

Dopo il medioevo i sandali caddero in disuso per quasi mille anni, e il loro uso rimase abbastanza circoscritto a quello ecclesiastico. Un’eccezione ci fu durante nella Francia dell’ultimo periodo della Rivoluzione, quando gli Incroyables e le Merveilleuses reagirono ai tristi tempi del Terrore rivoluzionario lanciando una moda fatta di lusso estremo e stravaganza. Una tendenza che vide le Meravigliose riportare in auge il modo di vestire dell’antichità e arrivare a calzare sandali con pietre preziose.

A parte questa eccezione, però, l’uso dei sandali fu irrilevante.

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Sandali anni ’20 di Salvatore Ferragamo. Foto da theartship.it

I sandali ricomparvero attorno agli anni ’20, grazie a Salvatore Ferragamo. Fino a quel momento, infatti, le scarpe coi tacchi necessitavano della punta chiusa che fungesse da freno per i piedi. Ma il famoso stilista inventò il supporto ad arco metallico, dando a tutte le donne la possibilità di riscoprire la più sexy delle calzature.

Il sandalo emblema degli anni ’60, invece, è di certo la Birkenstock, che riportò all’essenzialità questo accessorio, mentre quello degli anni ’70 esso si circondò di un’aurea di volgarità, per via della diffusione dei sandali da discoteca, alti ed eccessivi.

Sandalo manolo blahnik foto
Sandalo Manolo Blahnik

Ma, grazie a stilisti come Maud Frizon, Manolo Blahnik e Bennis Edwards, negli anni ’80 esso fu rilegittimato, e non ha oggi di certo nulla da invidiare alla décolleté chiusa.

 

Perché la verità rimane quella che avevano capito già gli antichi Egizi: il sandalo è la più erotica delle calzature, perché quella che più di tutte permette di mettere in risalto la sensualità del piede come arma di seduzione. E, per nessun motivo al mondo, deve di nuovo cadere in disuso per un millennio!

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